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Cciaa Unica: Moretti (Pd), posizione consolidata, ma vanno garantiti territori, rappresentanze e specificità del Fondo Gorizia

pubblicato il 28 luglio 2017

TRIESTE (28.07.17). «La posizione della Regione sulla Camera di commercio unica (di cui non ha competenza diretta) non è di questi giorni e non è nuova. Si parte dall'idea di Tondo del 2012 (poi mai perseguita), passando per il decreto legislativo del 2015 che prevede la razionalizzazione delle Cciaa in tutta Italia, che arriverebbero a 60, e quindi all'espressione, esplicata con l'accoglimento dell'ordine del giorno 1 alla legge di stabilità 2017 (sottoscritto trasversalmente da tutti, compresi consiglieri come Riccardi, Revelant, Colautti e Sergo), fino all'ultima lettera della presidente Serracchiani che ufficializza la posizione della Regione all'unica Cciaa regionale». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti intervendo nel dibattito sulla Camera di commercio unica del Fvg.
«Al di là della variegata situazione territoriale, bisogna ricordare la situazione particolare di Gorizia, che ha il comitato di gestione del “Fondo Gorizia”, strumento che ha permesso in questi anni lo sviluppo di diversi settori economici. Oggi il problema non è quello di dire sì o no a una Cciaa unica sul territorio regionale, ma quello di creare un progetto credibile, nel quale tutti i territori abbiano la stessa dignità, e dove nello specifico il Fondo Gorizia continui a essere tutelato e gestito dal territorio per il quale è nato, con una legge statale. Ecco perché il ruolo della Regione è fondamentale nell'accompagnare quello che potrà essere un eventuale accordo tra le Cciaa dei vari territori del Fvg che dia a tutti la dignità di rappresentare i propri territori e dove nessuno si senta ospite a casa propria o dove nessun territorio possa prevaricare sull'altro. Diversamente, questo progetto non potrà che interessare solo il pesce grande, cioè Udine. Non è quello che vuole la nostra Regione». Quindi, sintetizza infine Moretti «è fondamentale che lo sviluppo della legge preveda un periodo transitorio dove a tutti i territori e tutte le categorie economiche venga garantita pari dignità e rappresentanza. E bisogna assolutamente ricordare la specificità del Fondo Gorizia che per legge è tutelata, ma che necessita di un'intesa ad hoc che garantisca di essere gestita con le stesse modalità utilizzate finora. Se così non fosse è chiaro che il territorio isontino, così come, sembra, quello triestino (per altre ragioni), si metteranno di traverso facendo perdere un'occasione a tutta la regione».