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Occupazione giovanile: Da Giau (Pd), la risposta alle critiche del cdx sta nei numeri

pubblicato il 05 settembre 2017

PORDENONE (05.09.17). «L'occupazione giovanile è una problematica seria che abbiamo affrontato e stiamo affrontando con altrettanta serietà. Per rispondere agli slogan da campagna elettorale del centrodestra basterebbero i numeri che riguardano l'applicazione della legge Attiva giovani e di coloro che sono entrati nel circuito di Garanzia giovani». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, commentando le dichiarazione della consigliera forzista, Mara Piccin, critica sulle politiche per l'occupazione giovanile.
«La legge Attiva giovani è solo uno degli ultimi interventi, in termini di tempo, che la Regione ha messo in campo per coinvolgere oltre un migliaio di cosiddetti Neet». Secondo Da Giau, «è comodo raccontare la propria verità, omettendo cose che metterebbero in contraddizione gli attacchi strumentali. Allora, se si dice che “solo” uno su 3 di coloro che sono entrati nel circuito di Garanzia giovani (sono oltre 27mila le persone prese in carico) hanno trovato lavoro stabile, perché non dire anche che il 60 per cento di coloro che hanno intrapreso un percorso di tirocinio formativo (altra iniziativa fortemente sostenuta dalla Regione) hanno poi avuto un contratto nell’azienda dove hanno svolto il tirocinio o in altre dello stesso settore? Perché non dire dei progetti sperimentali che si stanno svolgendo sul territorio della Destra Tagliamento (Job & go nel maniaghese, per esempio) che stanno proficuamente mettendo insieme giovani e imprese con numeri di adesione incoraggianti? Perché non dire dell’espansione del sito di ricerca lavoro regionale (offertelavoro.regione.fvg.it) che oggi presenta dalle 300 alle 500 opportunità al giorno? O degli oltre 600 colloqui che l’Agenzia regionale ha avuto con singole aziende solo nei primi sei mesi dell’anno, proprio al fine di mettere insieme domanda ed offerta?».
E ancora, prosegue Da Giau, «si potrebbe poi continuare citando le azioni volte al sostegno dell’imprenditoria giovanile, attraverso i contributi alle imprese giovanili per le spese di investimento, di costituzione, e di primo impianto dell'impresa; così come gli incentivi per l’autoimprenditorialità rivolti a chi ha svolto il percorso formativo “Imprenderò 4.0” e ancora l’incentivo straordinario alle assunzioni per agevolare la stabilizzazione dei lavoratori a voucher (per la quale sono pervenute a tutt'oggi 117 domande per complessivi 310.984 euro sui 500mila messi a disposizione). Tutti esempi di come ai proclami centrati sulla visibilità del politico di turno, si è preferito l’azione che si focalizza sulla singolo persona e sulle sue potenzialità e sulle esigenze delle imprese per creare percorsi di formazione e di riqualificazione efficienti».