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Enti locali: Da Giau (Pd), su Unione Livenza Ceraolo cambia idea a seconda delle convenienze

pubblicato il 06 settembre 2017

SACILE (06.09.17). «Suona come uno stonato ripensamento il plauso del sindaco di Sacile sul passaggio del Comune di Fontanafredda nell'Unione del Livenza, la stessa unione nella quale Ceraolo ha scelto strumentalmente di non entrare, violando lui sì il patto di leale collaborazione tra Enti locali e Regione opponendosi alla legge regionale 26 del 2014, votata democraticamente dal Consiglio regionale». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, commentando le affermazioni del sindaco di Sacile, Roberto Ceraolo sulla delibera del Comune di Fontanafredda per il passaggio dall'Uti Noncello a quella Livenza-Cavallo-Cansiglio.
«La dissonanza delle dichiarazioni di Ceraolo – continua Da Giau – risulta evidente a chiunque abbia seguito le vicende dell’Unione territoriale del Livenza, dal momento che, più che apparire come uno dei più strenui sindaci inadempienti, Ceraolo pare essere il presidente dell'Unione del Livenza. Per mesi ha ostacolato in tutti i modi il lavoro di squadra messo faticosamente in piedi dai sindaci responsabili di Aviano, Budoia e Caneva in particolare proprio sulla gestione e sul passaggio di consegne dell’ambito socio assistenziale, sulla cui operatività ancora nulla è cambiato al momento visto che Fontanafredda fino a dicembre farà ancora capo all’ambito originario. Le sue insinuazioni sui disservizi sono ancora una volta strumentali e irresponsabili. Dopo aver avversato le Unioni, ora invece sembra difenderle e fa propria la causa del sindaco di Fontanafredda, evidentemente solo perché ne condivide l’opinione politica, e non certo l’interesse comune per il suo e per tutto il territorio liventino, in nome del quale avrebbe dovuto già da molto avviare un dialogo corretto con gli altri Comuni della pedemontana». Da qui l'affondo di Da Giau: «Ancora una volta quindi non è il sindaco di Sacile che parla ma il candidato consigliere forzista Ceraolo che gioisce delle difficoltà di una riforma regionale che ha deliberatamente cercato di affossare».