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Regione Fvg: Moretti, Marsilio, Cosolini (Pd), sui dirigenti-politici Callari difende l'indifendibile

pubblicato il 20 luglio 2018

 «Oggi in commissione, l’assessore Callari è venuto a difendere l'indifendibile, raccontando una visione assolutamente parziale di quello che in realtà la giunta Fedriga vuole fare e cercato di minimizzare quello che in realtà è un'occupazione partitica dei livelli dirigenziali della Regione». A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd in prima commissione Diego Moretti, Enzo Marsilio e Roberto Cosolini, a margine dell'intervento dell'assessore alla Funzione pubblica, Sebastiano Callari, in commissione.
«Quelle che la Giunta Fedriga vuole apportare sono modifiche che fondamentalmente tolgono qualità e requisiti importanti ai ruoli apicali, per far sì che possano essere ricoperti anche da persone che ne sono prive. In sostanza aprono le porte alla politica anche nei ruoli dirigenziali, consentendo un più rapido spoil-system» attacca Moretti. «Eliminando il divieto di rivestire cariche pubbliche o politiche al direttore generale, centrale, vicedirettore centrale, direttori di servizio e di staff calpestano il principio di separazione tra compiti di direzione politica e compiti di direzione amministrativa. E ancora, l'eliminazione dell'esperienza almeno biennale in funzioni dirigenziali per il capo di gabinetto se da un lato rafforza il carattere fiduciario del ruolo stesso, dall’altro rischia di ridurre le caratteristiche di professionalità dirigenziale proprie della funzione rivestita, considerata anche la retribuzione prevista per tale incarico. Sembra piuttosto una norma che regolarizza una situazione di fatto». «Se tutto questo – concludono gli esponenti dem – per l’assessore Callari è normale, in realtà rappresenta l'occupazione partitica di un'istituzione che dovrebbe lavorare nell’imparzialità e terzietà nell'interesse della collettività, al di fuori del controllo diretto di un partito».