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Sanità: Moretti (Pd), isontino svenduto, Cisint-Ziberna inventano false conquiste

pubblicato il 18 ottobre 2018

 «Con le loro ultime dichiarazioni, Cisint e Ziberna hanno confermato che la governance sanitaria dell'isontino è persa, hanno svenduto il territorio a Trieste e per di più senza ottenere un bel nulla in cambio». Commenta così il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, le affermazioni dei sindaci di Gorizia e Monfalcone, Rodolfo Ziberna e Anna Maria Cisint sulla sanità.
«Di questo risultato – continua Moretti – dovranno rispondere sia i due sindaci, che in passato si sono ipocritamente scandalizzati per molto meno, sia i consiglieri regionali, che sul tema non si vogliono scomodare i loro capi e preferiscono tacere a costo di danneggiare territorio e cittadini».
Tornando alle dichiarazioni di Cisint e Ziberna, «le grandi “novità” e i potenziamenti di cui hanno parlato (cito solo l’infermiere di comunità, hospice a Gorizia, valorizzazione della cura del piede diabetico, sostegno al Pronto soccorso, definizione del primariato oncologico) non sono una novità di questa amministrazione, ma la concretizzazione di atti decisi dalla precedente amministrazione regionale e portati a compimento dalla direzione generale dell’Aas 2».
«Tutto qua» continua Moretti: «non si parla di sanità territoriale, non si parla del raddoppio dei primariati (che inevitabilmente su alcune funzioni avverrà), mentre si continua a raccontare la “favola” che il territorio isontino sarà tutelato per legge dall’autonomia finanziaria e gestionale degli ospedali che, va ricordato, dipenderanno sempre dalle scelte e dagli indirizzi della direzione generale della nuova azienda sanitaria di Trieste»
Infine un’ultima questione: «il grande “ascolto” del territorio da parte della giunta Fedriga, di cui si vantano i due sindaci, si è concretizzato in una riunione a Gorizia rigorosamente a “porte chiuse” e con selezione degli invitati, nonché in scelte di confini territoriali già decise a tavolino ben prima della riunione di Gorizia, ai quali partecipanti non è rimasto che prendere atto delle scelte fatte. Come si chiamano queste, se non scelte calate dall’alto?».