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SanitÓ: Santoro (Pd), con intervento in due tempi si pu˛ aprire il dialogo

pubblicato il 30 novembre 2018

TRIESTE. 30.11.18. «Mescolare la fase preparatoria, alla gestione ordinaria, alla riorganizzazione territoriale, all’avvio della nuova gestione accentrata rischia di essere un micidiale mix esplosivo per un sistema sanitario già molto tirato. A nostro avviso sarebbe più razionale la divisione in due tempi di questo intervento sulla sanità regionale. Qualora il centrodestra prendesse questa strada, da parte del Pd si aprirebbero le porte per un dialogo costruttivo». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro, relatrice di minoranza del ddl 27 “Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale” che da martedì a giovedì sarà all'esame dell'Aula per il voto del Consiglio regionale.
«Per non danneggiare il sistema proponiamo di istituire da subito la cosiddetta azienda zero, idea che noi condividiamo nel principio. L'Azienda zero dovrebbe preparare la successiva fase organizzativa con un piano di approfondimento dell’assetto aziendale in modo da aver chiaro l’impatto che le differenti scelte possono avere sui territori. Solo in un secondo tempo, e con chiarezza di obiettivi, si potrebbe valutare la modifica degli assetti territoriali».
A quel punto, continua Santoro, «avremmo un progetto chiaro e degli obiettivi quantificabili. Non ci baseremmo sulla “vulgata comune” o il “comune sentire” dei problemi. Non affideremmo, come previsto nella legge, subito a dei commissari una fase delicata partendo da un foglio bianco coincidente con la fase istituzione dell’azienda zero. In sintesi: non è meglio studiare e progettare, prima di fare? Sapere che ci sono dei problemi, è cosa diversa dal sapere quali siano i problemi ed è cosa ancora diversa dal sapere come risolvere i problemi che si sono rilevati. Questa riforma è stata costruita senza i dati conoscitivi fondamentali di partenza, con un forte rischio di indeterminatezza del risultato per il quale non esistono simulazioni».