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Turismo: Marsilio (Pd), avvio di stagione è preludio di impoverimento della montagna

pubblicato il 08 dicembre 2018

TRIESTE 08.12.18. «Tutti i discorsi sull'aiuto alla famiglie, dell'avvicinamento dei bambini allo sport, ai territori montani si sono schiantati alla prima prova, con l'avvio della stagione turistica invernale. Restringere la gratuità per i bambini fino a 8 anni inciderà negativamente sull'economia locali, con il risultato che ci saranno meno famiglie sulle piste da sci e quindi nelle località turistiche». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Enzo Marsilio commentando l'avvio della stagione turistica invernale, «segnata negativamente dal nuovo indirizzo dettato dalla giunta Fedriga e dal centrodestra». Negli anni passati, sostiene il consigliere dem, «si era assottigliato il numero di persone e in particolare di famiglie che andavano a sciare. Per questo la precedente giunta regionale aveva intrapreso un progetto virtuoso per riavvicinare le famiglie alla fruizione delle nostre strutture sciistiche regionali. Un percorso che trovava concretizzazione nella completa gratuità offerta ai bambini fino ai 10 anni per gli impianti di risalita. Molte erano le motivazioni dell’operazione: un’azione sociale verso le famiglie (con risparmi), un aiuto alla crescita del comparto sciistico giovanile regionale, e un’azione di promozione delle nostre strutture rivolta ai cittadini della nostra regione. È evidente come a seguito di un bambino ci sia una famiglia che va quindi ad alimentare i flussi turistici. Ma con l’entrata in vigore delle nuove tariffe, anziché ampliare ancor più questa previsione, si va nel senso opposto. In campagna elettorale da parte di esponenti del centrodestra c'erano stati espliciti e precisi impegni, illustrati anche agli sci club e peraltro condivisibili, di ampliare la gratuità per i bambini fino a 12 anni. Anziché aumentare hanno ridotto la gratuità fino a 8 anni. Hanno fatto il contrario di quello che hanno promesso. Siamo di fronte al preludio di quello che ci attende per i prossimi anni, ossia l'impoverimento della montagna a scapito di operatori e famiglie. Ma le meraviglie promesse in campagna elettorale prima o poi si rovesceranno addosso a chi le ha strumentalmente utilizzate finora».