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​Sostegno reddito: Bolzonello-Russo-Shaurli (Pd), norma cdx congela intervento per migliaia di famiglie

pubblicato il 14 dicembre 2018

14.12.18. «Il centrodestra si inventa una nuova misura di sostegno al reddito per una questione ideologica che aprirà una voragine in cui finiranno coloro che hanno usufruito della Mia e ai quali non verrà garantito alcun sostegno per mesi». Commentano così il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello e i consiglieri Francesco Russo e Cristiano Shaurli il nuovo intervento di sostegno al reddito previsto dalla giunta Fedriga.

«La nostra proposta – ha detto Bolzonello – chiedeva di prevedere nella legge di Stabilità 2019 una norma che ampli il periodo di sperimentazione della Mia fino ad almeno metà 2019 e comunque fino al momento di adozione definitiva da parte del Governo nazionale o regionale di strumenti sostitutivi. Ora, accanto al dato della continuità, la richiesta è di ritornare a due anni di residenza, dai 5 attualmente previsti».

Secondo Shaurli, «la Mia rappresenta un atto di responsabilità e serietà del Partito democratico. Su ciò che attiene alla povertà estrema, introdurre una previsione di 5 anni di residenza è qualcosa di discriminatorio in maniera assoluta. Non stiamo parlando di migranti e richiedenti asilo, ma di persone che risiedono e pagano le tasse sul nostro territorio, persone che spesso lavorano e che comunque sono in condizione di grave privazione e ora vengono private di un diritto e di un aiuto fondamentale: é un atto di disumanità, l'ennesimo».

«Prima del 31 ottobre – ha commentato Russo – il centrodestra ha scelto di non dare continuità alla misura precedente di sostegno al reddito, creando di fatto un vuoto per persone che non ce la fanno, non ad arrivare a fine mese, ma a iniziare il mese. Tutto ciò solo per puntarsi una medaglia che pagano tutti coloro che della Mia hanno bisogno ora, non solo fra qualche mese. Questo significa aver perso il contatto con la realtà».