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Patto Stato-Fvg: Pd, da priorità a corsa contro il tempo

pubblicato il 10 gennaio 2019

TRIESTE 10.01.19. «Da una delle massime priorità, detta in ogni modo, la sottoscrizione del Patto Stato-Regione è diventata una corsa contro il tempo. Il 31 gennaio scadrà il termine posto dal Governo e nessuno sa nulla, Consiglio regionale compreso che per l'ennesima volta viene di fatto insultato. Ci aspettiamo che Zanin batta un colpo e faccia valere il ruolo e le prerogative dell'Assemblea». A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello intervenuto oggi in conferenza stampa insieme al consigliere Roberto Cosolini e al segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli.
«A ottobre – ricorda Bolzonello – Fedriga comunicava di aver consegnato al ministro Tria un’ipotesi di accordo tra Fvg e Stato in materia finanziaria. Da allora non abbiamo sentito più nulla di concreto se non annunci. Fedriga ha detto più volte che rinegoziare il patto con lo Stato era ed è una priorità. Una questione talmente prioritaria che ci siamo ridotti a un conto alla rovescia». Bolzonello ha inoltre sottolineato che «non c'è alcuna strumentalità nella nostra denuncia: abbiamo atteso che si riunisse l'ufficio di presidenza del Consiglio con la speranza di ricevere notizie sulla convocazione delle commissioni competenti. Non è accaduto nulla di tutto ciò e siamo a 20 giorni dalla scadenza che il Governo ha fissato nella legge di stabilità nazionale. Hanno tanto decantato interventi come quello dell'Irap, ma qui si parla di una partita due miliardi e mezzo. Restiamo convinti del fatto che, al di là delle posizioni, il tema del patto dovrebbe vedere le forze politiche di questa regione muoversi nella stessa direzione, l'interesse del Fvg».
Cosolini, che è stato relatore di minoranza della legge di Stabilità 2019, ha inoltre ricordato che «questa prima manovra targata Fedriga si è chiusa proprio grazie alla manovra precedente e soprattutto al tanto vituperato patto Serracchiani-Padoan, quindi grazie ai 120 milioni del patto e alla crescita della compartecipazione fiscale. Non è vero che quella attuale è una manovra di investimento, il debito è in larga misura finalizzato a coprire spese che la Regione sosteneva già prima. Inoltre, è documentato dalle tabelle il decremento di risorse per attività produttive e infrastrutture». Il segretario Shaurli ha quindi ricordato che «altre Regioni speciali come Sicilia e Valle d'Aosta hanno già chiuso lo scorso anno il patto con lo Stato. Il Fvg si è ridotto a essere l'ultima delle speciali. Ho l’impressione che su questi temi Fedriga e il centrodestra non ci siano proprio e difronte a uno Stato che sta cercando risorse in ogni dove, sarà molto difficile arrivare addirittura i 120 milioni previsti dal patto Serracchiani-Padoan». Infine, Bolzonello ha espresso preoccupazione per la situazione dei territori devastati dal maltempo: «Dalla legge di Stabilità è arrivato ben poco, anzi, quasi nulla rispetto alle stime dei danni subiti da molti territori dell'Alto Friuli e della pedemontana pordenonese. Una questione strettamente collegata è quella turistica per recuperare la funzionalità della montagna, ma manca un'analisi e la capacità di dare visione al territorio. Sono passati 2 mesi e mezzo e non ci sono strumenti che possano consentire un reale intervento».