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Regione: Iacop (Pd), svilito Fvg e a rischio bilancio 2020

pubblicato il 11 febbraio 2019

11.02.19. «Dopo oltre otto mesi di governo regionale non abbiamo alcuna indicazione da parte del presidente Fedriga e del centrodestra sui rapporti finanziari e istituzionali tra il Fvg e lo Stato. Un continuo silenzio che crea ancora più incertezza in un momento in cui altre Regioni e in particolare Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, sono a un passo da importanti conquiste in materia di competenze. Ne esce un Fvg svilito del suo ruolo e privo della benché minima autorevolezza negoziale sul piano nazionale». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Franco Iacop intervenuto oggi a Trieste nel corso di una conferenza stampa sui rapporti tra Stato e Regione Fvg, alla quale ha preso parte anche il segretario Pd Fvg, Cristiano Shaurli.
«Il prossimo 28 febbraio – ha denunciato Iacop – scade la possibilità di ricorrere contro la Legge di Stabilità nazionale, in particolare su due effetti che si vanno a concentrare sul bilancio regionale: innanzitutto l'obbligo di compartecipazione alla riduzione del deficit del bilancio dello Stato e in secondo luogo l'effetto delle manovre fiscali che la finanziaria nazionale porta con se. La Flat tax che ha effetti sia sull'Irpef, sia sull'iva porterà delle inevitabili riduzioni di entrate della Regione. In un contesto di assoluta incertezza non possiamo precluderci la possibilità di ricorrere nei confronti dello Stato affinché venga garantita la possibilità di esercitare a pieno le nostre competenze. Dal 2020, quando verrà meno il patto Serracchiani-Padoan, si metterà ancor più a rischio il bilancio della Regione. Se non ricorriamo alla Corte, sfruttando anche quei pronunciamenti che hanno sentenziato il principio della sostenibilità delle competenze proprie delle Regioni ad Autonomie speciali, mettiamo seriamente a rischio non solo il bilancio, ma l'esercizio delle competenze proprie della Specialità, come la Sanità».
Inoltre secondo Iacop, «è necessario incidere sullo strumento dell'Intesa, riattivando il percorso intrapreso dalla Commissione Bressa, nella scorsa legislatura nazionale, con due obiettivi: rendere effettivo il rapporto paritario tra Parlamento e Consiglio regionale e rafforzare la Commissione paritetica, affinché vi siano garanzie sul reale peso e significato degli accordi fatti in seno alla commissione stessa, troppo spesso ostaggio di logiche ministeriali».
«Mentre altre Regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono a un passo dall'ottenere nuove competenze dallo Stato all'interno del regionalismo differenziato e le altre Regione e Province speciali hanno già negoziato con lo Stato la loro autonomia, noi non conosciamo nemmeno quale sia il futuro delle poste finanziarie tra Stato e Regione. Buio totale anche sulle linee di indirizzo da consegnare alla Commissione Paritetica Stato-Regione».
Secondo Iacop «è necessario incidere sullo strumento dell'intesa, riattivando il percorso intrapreso dalla Commissione Bressa, nella scorsa legislatura nazionale, con due obiettivi: rendere effettivo il rapporto paritario tra Stato e Regione e rafforzare la Commissione paritetica, affinché vi siano garanzie sul reale peso e significato degli accordi fatti in seno alla commissione stessa, troppo spesso ostaggio di logiche ministeriali». Parallelamente, continua Iacop, «è necessario riprendere il tema finanziario, contrattando le condizioni per ristrutturare la partita delle compartecipazioni. Per far crescere il sistema degli Enti Locali, è necessario portare a casa anche l'autonomia impositiva per i nostri comuni e sterilizzare eventuali effetti negativi, sul bilancio regionale, della Flat tax e del rischio di recessione». Accanto a Iacop, il segretario Shaurli evidenzia che «un emendamento alla legge di Stabilità nazionale presentato in Senato dal leghista Pittoni si viene a sapere che, in un fondo governativo, dovrebbero essere, non sia come né quando, destinati al FVG 71,8 milioni per il 2019 e 86 milioni per il 2020. Si tratta di Briciole rispetto alle questioni che la Giunta Fedriga si trova a dover affrontare, prima su tutte i 700 milioni di euro di danni stimati per il maltempo che ha colpito i territori dell'Alto Friuli e Pordenonese a fine ottobre 2018. Quei 71,8 milioni per il 2019 sono un decimo di quanto serve per rimettere in piedi interi territori devastati e finora, tra governo nazionale e bilancio Fvg solo 7 milioni sono stati messi in campo. La sfida per il FVG ai tempi del regionalismo differenziato, riguarda allora non solo quanti soldi lo Stato centrale vuole trattenere, ma quanti ne servono al FVG per esercitare effettivamente competenze e funzioni proprie della nostra autonomia. Se questi sono i presupposti, vi è un'ulteriore dimostrazione di quanto manchi in autorevolezza la Giunta Fedriga nei confronti dello Stato».